Una Città di Castello letteralmente “nella merda” di cane.
martedì, 28 febbraio 2012
All’inizio era una bellissima realtà, ai cacciatori si univano nella gestione di cani tanti concittadini ritenendo ineguagliabile l’apporto affettivo e di compagnia di questo fedele amico a quattro zampe. Poi mano a mano i problemi sono cresciuti, disagi dei vicini per i rumori molesti anche notturni, litigi di condomini per cani aggressivi e igiene degli spazi comuni. Ora si può parlare di una vera emergenza igienica.
Di escrementi se ne trovano ormai da tutte le parti in città, sui parcheggi sotterranei, su quasi tutti i giardini compresi i percorsi verdi, ma soprattutto , che fa ancora più tristezza, nei vicoli della città.
Un vero percorso ad ostacoli costituito da questi residui che puntualmente non vengono raccolti dai proprietari dei cani e sporcano in maniera persistente e puzzolente i malcapitati che non la evitano.
Una questione di attenzione ma anche di civiltà che ci differenzia dai paesi sviluppati. Che rende paradossale la raccolta differenziata fatta di linde bottiglie e carte rapidamente smaltite mentre le maleodoranti feci vengono lasciate per terra. In un contesto ambientale e naturale la cosa non farebbe notizia e la terra stessa riciclerebbe il materiale organico in modo automatico, con le mosche ed altri insetti a cibarsene, i vegetali a ricavarne humus e la pioggia forte a sfarinarne la consistenza al suo primo evento. Purtroppo però specie su parcheggi sotterranei la terrà non c’è, quindi non ci sono vegetali, ne la pioggia e per gran parte dell’anno nemmeno le mosche. Il risultato è che l’atto sconsiderato di lasciare un cane farci un “bisogno” e soprattutto poi nemmeno raccoglierlo, ha un effetto lunghissimo nel tempo se non arriva qualche paladino della pulizia e de lbene comune a farsene carico o suo malgrado qualcuno pestandolo se lo porta via in macchina.



