La lungimiranza: Utopie concrete come sempre interessante ed attuale a Città di Castello.
lunedì, 24 ottobre 2011
Si è conclusa la fiera 2011 delle Utopie concrete ben diretta ed organizzata dal sempre-verde professor Karl-Ludwig Schibel che nel suo italiano intercalato ma sintetico e denso di parole e concetti fondamentali ha intelaiato una lunga trattazione di temi legati a “La lungimiranza”.
Quest’anno quindi è un concetto virtuale ad alimentare il laboratorio dell’agenzia tifernate che da sempre sensibilizza e sollecita la comunità ad un uso più coscente e sensato delle risorse che la nostra Terra con la sua natura ci mette a disposizione.
Tre giorni dedicati ad energia, foreste e cambiamento della percezione del futuro, che hanno coinvolto diversi spaccati della nostra città e non solo.
Dalla prima giornata emerge una chiara volontà di costruire una collaborazione virtuosa e necessaria tra i diversi attori della società al fine di rendere possibile la diminuzione dei gas da combustione che provocano l’effetto serra.
Da Kyoto a Rio+20 che si terrà il prossimo anno a New York, alla disperata ricerca di un impatto più sostenibile. Il convegno di giovedì 20 , Local Energy Day, ha trattato soprattutto le energie rinnovabili , sviscerandone tutti i risvolti.
Mattina arricchita dalla presenza del sindaco Bacchetta, del presidente della comunità montana Altotevere Severini e dalla dirigente della Regione Umbria Ranieri, che hanno portato prima i saluti e poi una trattazione puntuale del punto di vista, con iniziative, regionale.
Nel mezzo è stato presentato dal noto giornalista Travaglini il progetto pagine verdi che prevede la raccolta in un data-base on-line di tutte le attività che si possano considerare sostenibili e biologiche.
Una specie di Pagine Gialle orientate a chi ha deciso di produrre o fare qualcosa che non segua la sola logica del profitto ma anche quella di essere compatibili alla natura.
Il progetto andrà avanti e raccoglierà attività di ogni tipo, commerciali e non , costituendo un punto di riferimento regionale per chi vuole seguire questa strada senza aspettare che problemi più seri ce lo impongano.
Discussione oltremodo corretta e giusta se non fosse per una discrepanza che si è andata formando nella questione alimentazione ed ovviamente parlando di carne. Schibel, in piena sintonia con la classica cultura verde, ha richiamato la necessità di una diminuzione del consumo o l’astinenza dalla carne , motivandolo con un enorme risparmio energetico per produrla. Questo ovviamente non è naturale per un essere vivente onnivoro come l’uomo ma è pure in contrasto con la presenza di attività che producono o commercializzano carne, pesce e simili, tipo le uova, presenti nelle Pagine Verdi.
Se da un lato è sicuramente giusto richiamare il popolo ad un minor consumo di risorse, ma di tutte compresi i vegetali che comunque sono esseri viventi e costano tanto per la produzione ( basti pensare a quanto è necessario spendere per la coltivazione del tabacco, che nemmeno si mangia, in lavoro di trattori e acqua) , dall’altro è tutto da dimostrare che sia così economico rinunciare alla produzione di carne e salutare eliminare la carne dall’alimentazione umana.
Nei secoli la pastorizia e l’allevamento a terra ha sorretto la vita degli uomini ed un ritorno a quel tipo di allevamento è certamente economico e salutare. Niente mangimi secchi, niente sostanze per accrescere velocemente gli animali, ma pascoli naturali con acqua delle fonti come l’uomo pre-industriale ha sempre fatto e che è perfettamente in simbiosi con la natura visto che non ha alcun effetto negativo e sfrutta pascoli naturali diffusi in tutto il pianeta, inutilizzabili diversamente.
Difficile quindi non notare una nota animalista moderna che fortemente stona con la nostra storia e natura e che non considera le ruralità come sistemi ai quali tornare e da valorizzare.
Tornando alla fiera, nel pomeriggio di giovedì, ha iniziato la costruzione di una rete tra gli attori della società per una energia più pulita alla quale hanno partecipato autorità ed attività vicine al tema.
Nella giornata di venerdì invece si è parlato di foreste, bene fondamentale e conclamato proprio in questo 2011 anno internazionale delle foreste.
Nella giornata di sabato infine ha dominato la scena un interessante progetto di sensibilizzazione giovanile fatto con delle classi del Liceo Classico Plinio il Giovane di Castello, nel quale i ragazzi hanno intervistato i nonni per capire la differenza tra la prospettiva di futuro in quegli anni e quella attuale.
Quanto mai prima le azioni di questa fiera sembrano non solo attuali ma quasi superate dal fatto stesso che ormai se ne parla a dismisura, non sempre con equlibrio e talvolta pensando troppo all’interesse proprio.
Interesse: economico, politico o semplicemente egoistico che frena troppo azioni ritenute da tutti indispensabili e talvolta premia altre troppo facilmente ritenute adatte e che non sempre lo sono.
Un vero peccato che temi di questa importanza non attirino ancora la massa e che debbano viceversa costituire spunto per una prospettiva futuribile, quando sono inevitabilmente l’unico modo di essere “lungimiranti”.


