Questa normale stranezza metereologica dell’autunno 2009 a Città di Castello.
lunedì, 23 novembre 2009
Le valutazioni che sto’ per fare interessano tutto il centro Italia più che la sola Città di Castello. Per questo il titolo stesso ha più il senso di un post che vuol durare nel tempo e nello spazio, piuttosto che esaurirsi localmente in qualche giorno.
Sapendo di poter essere smentito tra poche settimane ma confortato dal fatto che alcuni famosi metereologi la pensano esattamente nella stessa maniera, credo di poter fare una previsione per tutto il periodo autunno inverno, che per un fenomeno aleatorio come il meteo non è cosa da poco.
Dopo una fase primaverile-estiva molto ventosa stiamo assistendo in queste settimane ad una sostanziale stazionarietà dei venti, di conseguenza poche precipitazioni, ristagno di aria e temperature tutto sommato gradevoli. Peccato per l’umidità che nel ristagno invade le valli con nebbie insistenti e pesanti anche se raramente molto fitte e quindi poco dannose per la circolazione stradale.
Chi è abituato a valutare la situazione meteo ed ha passato decine di anni a notare come i fenomeni si presentano può azzardare una previsione che solo un fenomeno estemporaneo e di grande entità potrà cambiare.
Dopo due inverni piuttosto freddi anche se quì poco nevosi è prevedibile che questo sia relativamente mite e sostanzialmente privo di fenomeni atmosferici marcati.
La grande stabilità attuale dovrebbe essere infatti un chiaro segnale verso una continuità come nel periodo primaverile estivo la costante era la ventilazione.
In questo contesto ciò che viene definito strano: questa situazione decisamente mite a fine novembre, è di fatto estremamente normale.
Ciò richiama nel recente passato altri allarmi o stranezze che poi si sono sciolte nel nulla come il buco dell’ozono del quale non si parla più o la grande siccità, anche quella ormai superata se non fosse per il consumo umano spropositato.
Come dire che la metereologia vive di alternanze e stranezze che sono del tutto normali, basate sulla logica evoluzione che può avere un sistema estremamente complesso quale è la terra, gli oceani e l’atmosfera assieme.
Per rilevare un vero e proprio segnale di cambiamento è necessario un lungo tempo di osservazione e dei dati inequivocabili come per esempio sta succedendo per le temperature terrestri. Quello si che dopo decine di anni di osservazione potrebbe essere un segnale che qualcosa non va e la natura nella sua immensità e potenza non è in grado di contrastare l’azione lenta ma inesorabile della civilizzazione.
Anche se gli studi delle ere geologiche hanno mostrato l’alternanza di lunghi periodi freddi con altri caldi in millenni nei quali l’azione umana non era presente.
Non ci dimentichiamo mai quindi che certi meccanismi tendono ad equilibrarsi da soli, un inverno mite porta per esempio ad una minor richiesta di riscaldamento ed indirettamente a meno produzione di residui da combustione e minor produzione di calore da risorse più o meno naturali.
Ciò di cui abbiamo enormemente bisogno è quindi di inquinare di meno con sostanze che la natura non può convertire e che spesso nuociono fortemente al nostro organismo ma tutte le altre, compreso l’ozono che si sviluppa dalla benzina verde, non è detto che siano così penalizzanti.
Un inverno mite in fondo accontenta tutti meno gli appassionati della neve, visto che fa risparmiare energia, non danneggia l’agricoltura e potremmo anche pensare che dia una mano con l’influenza, visto che non obbliga a stare rinchiusi nei locali.
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